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entra comunque (a tuo rischio ^_^ ).

Calendario di eventi food a cura di degustaçion.
Prossimamente: "Un tea-break diverso", presso l'atelier Giovanna Sbiroli.

La cucina naturale è quella che lascia ai sapori lo spazio di esprimersi e alla conoscenza di arricchirsi.

Siamo convinti che mangiare bene significhi mangiare sano.
Abbiamo raccolto alcuni nostri pensieri sul mangiar sano, la tradizione, la cultura del cibo.

Il colore del cibo trasmette le prime sensazioni di benessere, leggerezza e gusto, in maniera immediata e diretta.
"Il cibo si mangia prima con gli occhi".


riflessioni sul cibo

La tradizione è “raccolta” delle conoscenze e dei metodi tramandatici da chi prima di noi viveva in questo territorio.
In questo senso facciamo “cucina del territorio”, utilizziamo i prodotti selvatici tipici della nostra terra, che raccogliamo personalmente in campi di coltivazione biologica e biodinamica, per trasformarli e utilizzarli in maniera creativa ed al passo con i tempi.

Mangiare è una necessità ed anche un piacere.
Ci sono due concetti fondamentali legati all’atto del nutrirsi. Il primo ha un ambito salutistico ed estremamente contemporaneo: il cibo influisce, e a volte determina, salute o malattia. Il secondo è legato al piacere, il cibo è uno dei più importanti piaceri della vita.
Siamo convinti che mangiare bene significhi mangiare sano, che sia un diritto di tutti e non un privilegio di pochi. Che sia legittimo esigere di mangiare bene e sano in un ristorante o trattoria che delle trasformazioni del cibo fa il suo mestiere.

Che mangiare bene e sano debba essere alla portata di tutte le tasche, pur nel rispetto delle differenze di proposte gastronomiche e di professionalità.

E' chiaro che il tartufo costa, ma perché la crema di zucchine deve essere insapore?

Se è vero, come scrive Carlo Petrini nel suo "Buono, pulito e giusto", che la gastronomia è una scienza che studia la felicità ed il cibo è il fattore principale di definizione dell’identità umana, dunque un prodotto culturale, mangiare è allora un atto di conoscenza che non si esaurisce nella consumazione del pasto, ma produce degli echi nella memoria, degli effetti permanenti. Degli effetti benefici per molte ragioni sia individuali che obiettive e dunque in qualche modo collettive, se ci facciamo più umili e condividiamo le nostre conoscenze con i commensali che di volta in volta lo richiedano.
Uscire dalla cucina o invitare in cucina a discutere vuol dire poter incidere, anche se solo in piccolissima parte, sulle abitudini alimentari a casa.
Una opportunità che non va sprecata.